Lotta al randagismo: i compiti del comune e del Sindaco

Lotta al randagismo: i compiti del comune e del Sindaco

Negli ultimi decenni, gli animali definiti da “affezione” hanno assunto sempre maggiore rilievo nella nostra società, al punto tale da essere sempre più integrati nel nucleo familiare e prendere parte attiva nella vita di tutti i giorni.

Anche il numero di persone che vive con animali domestici è cresciuto notevolmente ed il mutare delle condizioni di convivenza fra uomo e animale, soprattutto nei contesti urbani, ha contribuito a far crescere la sensibilità nei confronti di questi ultimi all’abbandono dei cani ed alimentando il fenomeno del randagismo, intendendo con tale definizione la presenza sul territorio di cani vaganti, randagi o inselvatichiti.

Controllare questo fenomeno quindi è estremamente importante, poiché le ripercussioni che può avere sulla situazione sanitaria comunale e regionale, sull’incolumità pubblica lo pongono come una vera e propria emergenza sociale. Il fenomeno del randagismo per essere gestito al meglio prevede un approccio multidisciplinare intestato ai vari rami dell’Amministrazione regionale, a causa della molteplicità degli aspetti e dei risvolti etici, economici e sociali che esso determina.

I comuni, (ai sensi della legge 14 agosto 1991, n.281, della legge regionale 3 luglio 2000, n. 15, delle Ordinanze Ministeriali vigenti e delle Circolari regionali), sono tenuti ad eseguire una serie di adempimenti:

  • Provvedere alla vigilanza e controllo degli adempimenti previsti dalla legge regionale 3 luglio 2000 n. 15, nonché delle specifiche norme di tutela del benessere degli animali, con personale adeguatamente formato e motivato;

  • Provvedere direttamente o in convenzione con Enti, privati o Associazioni protezionistiche o animaliste iscritte all’Albo regionale, alla cattura dei cani vaganti con modalità che ne salvaguardino l’incolumità.

  • Dotare la propria Polizia municipale di dispositivi di lettura dei microchip ISO compatibili al fine di verificare la identità dei cani catturati o rinvenuti sul territorio a mezzo di lettori.

  • Disporre con Ordinanza Sindacale che i cani sprovvisti di proprietari siano rimessi sul territorio previa sterilizzazione.

  • Affidare i cani vaganti catturati, per i quali non è stato possibile procedere alla identificazione, ai rifugi sanitari pubblici o ai rifugi sanitari convenzionati;

  • Stipulare apposite convenzioni con le Associazioni animaliste o protezionistiche iscritte all’Albo regionale ovvero con rifugi per il ricovero privati per l’affidamento e il mantenimento dei cani catturati, non reclamati e/o per i quali non è possibile la reimmissione sul territorio;

  • Provvedere al risanamento dei rifugi per il ricovero ove esistenti, costruire rifugi sanitari e/o per il ricovero pubblici e provvedere alla loro gestione diretta o in convenzione con le Associazioni protezionistiche o animaliste iscritte all’Albo regionale;

  • Garantire, per i cani sprovvisti di proprietario in assenza di rifugi sanitari pubblici, anche in consorzio tra Comuni, il servizio di pronto soccorso direttamente o in convenzione con strutture veterinarie autorizzate;

  • Preporre un responsabile amministrativo per gli adempimenti nel caso in cui il rifugio sanitario pubblico sia gestito direttamente dal Comune, o affidare eventualmente la gestione dei rifugi sanitari pubblici, sotto il controllo sanitario delle Aziende Sanitaria Provinciale alle Associazioni protezionistiche o animaliste iscritte all’Albo regionale.

  • Individuare e delimitare aree urbane da destinare alla attività motoria degli animali d’affezione, provvedendo a periodici interventi di bonifica e di disinfestazione previa consulenza del Servizio Veterinario della Azienda Sanitaria Provinciale;

  • Provvedere alla stipula di una assicurazione per gli eventuali danni causati a terzi da cani vaganti sprovvisti di proprietario;

  • Provvedere alla attuazione dei piani di controllo delle nascite;

  • Istituire l’Ufficio per i diritti degli animali assicurando il collegamento con l’Anagrafe Canina Regionale (ACRES) e avvalendosi della consulenza del Servizio Veterinario della Azienda Sanitaria Provinciale;

  • Prevedere, in sede di formazione o di revisione degli strumenti urbanistici, nell’ambito delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, aree idonee destinate alla costruzione di rifugi pubblici, nonché delle aree da destinarsi alla realizzazione di cimiteri per il seppellimento degli animali d’affezione, ed aree urbane per l’attività motoria dei cani.

Questi sono solo alcuni dei compiti che spettano al Comune, per una lettura completa vi consigliamo di prendere visione del seguente documento emanato dalla Regione Siciliana –>  Tutela degli animali di affezione e lotta al randagismo

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